Tra le diverse strategie per portare luce naturale negli ambienti interni, il lucernario occupa un ruolo di rilievo per la sua capacità di catturare la luce zenitale, ovvero la luce che proviene direttamente dall’alto. A differenza delle finestre verticali, che dipendono dall’orientamento dell’edificio e possono essere ostacolate da edifici vicini o alberature, il lucernario intercetta la porzione più luminosa del cielo, garantendo un’illuminazione più uniforme e costante durante l’arco della giornata.
Dal punto di vista tecnico, i lucernari offrono una resa luminosa nettamente superiore: un’apertura orizzontale in copertura può fornire fino a tre volte più luce naturale rispetto a una finestra verticale di pari superficie. Questo significa che, a parità di dimensioni, la luce che entra attraverso un lucernario è più abbondante, più profonda e più diffusa, riducendo le zone d’ombra e migliorando il comfort visivo complessivo.
Oltre alla quantità, è anche la qualità della luce a cambiare: la luce zenitale è più neutra e omogenea, non proietta ombre marcate e valorizza i materiali, i colori e le texture degli spazi interni. Nei periodi di maggiore intensità solare, l’uso di vetri selettivi o di schermature integrate consente di controllare l’irraggiamento, mantenendo comfort termico e visivo ottimali.
Un esempio concreto di questo approccio è il progetto Casa VA, realizzato a Stintino, dove il lucernario è stato utilizzato per amplificare la luce nella zona giorno. In questo caso, la luce zenitale diventa non solo un mezzo tecnico, ma un vero elemento architettonico che definisce il carattere dell’abitazione.
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